La fragilità non è sinonimo di vecchiaia: è una condizione clinica caratterizzata da ridotta riserva funzionale e aumentata vulnerabilità agli stress. Un anziano fragile ha più rischio di cadute, ospedalizzazioni, perdita di autonomia e morte rispetto a un anziano della stessa età non fragile. Ma la fragilità è identificabile precocemente e, in parte, reversibile.
I criteri di Fried per la diagnosi di fragilità includono: perdita involontaria di peso, astenia, ridotta forza di presa, bassa attività fisica, lentezza nel cammino. La presenza di tre o più criteri definisce la fragilità; due criteri identificano la pre-fragilità, fase in cui l'intervento è particolarmente efficace.
J-Care utilizza strumenti di valutazione geriatrica completa (VGC) per identificare la fragilità nei propri pazienti anziani e progettare interventi personalizzati: esercizio fisico progressivo (pilastro principale del trattamento), ottimizzazione nutrizionale, revisione farmacologica per eliminare i farmaci inappropriati (deprescribing), interventi sulle comorbosità.
Il concetto di healthy ageing promosso dall'OMS si allinea perfettamente con l'approccio J-Care: l'obiettivo non è aggiungere anni alla vita, ma vita agli anni. Mantenere la capacità di fare le cose che si amano, di essere indipendenti, di partecipare alla vita sociale: questi sono gli obiettivi che guidano la cura dell'anziano fragile.
📚 Fonti e riferimenti
- SIGG — Società Italiana di Gerontologia e Geriatria: linee guida fragilità, 2024
- JAGS — Frailty in older adults: evidence and implications, 2023
- WHO — Decade of Healthy Ageing 2021-2030